Il futuro della subacquea ricreativa

Questa estate sono stato a Creta per una vacanza di completo relax, però una volta sul posto non ho resistito dal fare qualche immersione per vedere com'erano i fondali locali, così ho deciso di recarmi al primo diving che ho trovato con la speranza di riuscire a fare un paio di immersioni di qualità.

 

 

Quando ho esposto le mie richieste alla segreteria del diving, mi è stato offerto di partecipare all'immersione del giorno successivo che sarebbe stata molto bella anche se un po' impegnativa e pertanto mi hanno chiesto se avevo un brevetto che mi abilitasse alle immersioni profonde. Sono rimasto un po' perplesso dalla richiesta visto che l'immersione si sarebbe svolta tra i 25-30mt e pertanto non avrebbe dovuto richiedere alcuna certificazione aggiuntiva rispetto al brevetto di Istruttore Padi con cui mi ero presentato, però per evitare discussioni ho dato loro il mio brevetto di Trimix Avanzato che riporta chiaramente l'abilitazione ad immersioni fino a 100mt pensando di aver così risolto il problema.

 

A questo punto mi è stato detto che avrei dovuto parlare con il direttore del centro, il quale mi ha chiesto di presentarmi nel pomeriggio per un check-dive... che pignoli ho pensato, però la sicurezza prima di tutto!

 

Nel pomeriggio ho scoperto che il check dive consisteva nel pagare di tasca mia (46€ per l'esattezza) un'immersione a 13mt, praticamente sulla bocca del porto.

 

L'episodio mi ha fatto pensare, ma sopratutto mi ha fatto girare per altri diving dove ho riscontrato che l'immersione tipo mescolava subacquei Open con Avanzati  a profondità dai 12 ai 20 metri in siti totalmente privi di qualsiasi peculiarità e sopratutto a non più di 5 minuti di barca dal diving... di contro però i divng center erano attrezzatizzimi con sale dove ogni giorno decine di persone assistevano alla proiezione dei DVD dei vari corsi offerti.

 

Ora non so se questa situazione sia tipica dell'isola greca in cui sono stato o sia generalizzata anche alle altre realtà di diving/villaggio poichè è un po' che sono fuori dal circuito delle immersioni ricreative, però a prima vista sembrerebbe che il nuovo business sia quello di sfornare a costo zero il maggior numero di subacquei "usa e getta" possible e di portarli a pascolare nel primo scoglio disponibile a quote in cui sia praticamnte impossibile farsi male, ignorando completamente le richieste della popolazione subacuea già certificata che ha ormai superato la fase di innamoramento, e che oltre al piacere di andare in acqua fine a se stesso, cerca nell'immersione anche l'occasione per vedere luoghi e animali caratterisitci o semplicemnte di cimentarsi in situazioni che mettano alla prova le loro abilità subacuee acquisite in anni di esperienza.

 

Se questa è la direzione che sta prendendo la subacuea ricreativa da villaggio, che nel bene e nel male è quella che sforna ogni anno il maggior numero di subacquei, temo che l'educazione continua e con essa la crescita personale della qualità della popolazione subacquea, subirà un notevole calo dovuto dalla velocissima perdita di interesse nelle neo apprese abilità.

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