Linee Guida ERC 2005

Linee guida ERC 2005

L' European Resuscitation Council, ha recentemente (in realtà nel 2005) emesso delle nuove linee guida per disciplinare le tecniche di primo soccorso (Emergency First Response ).

 

Vista l'importanza di avere una popolazione Emergency First Reponder sempre più ampia e preparata, e non avendo trovato una grande diffusione di tali linee guida, ho deciso di raccoglierle e di pubblicarle per facilitarne la consultazione anche ai meno attenti.

 

Essendo il documen to originale delle Linee Guida ERC 2005 in lingua inglese, ho pensato di mettere a dispozione anche il documento riassuntivo pubblicato della EFR in lingua italiana, che sebbene più sintetico è altrettanto completo nella descrizione delle variazioni dei protocolli.

 

Normativa utilizzo laico AED

Spesso durante i corsi di primo soccorso con l'utilizzo del Defibrillatore Esterno Automatizzato (AED) ci viene richiesto quali siano i risvolti medico legali dell'utilizzo di tale dispositivo in ambiente extraospedaliero da personale non medico.

La normativa attualmente in vigore specifica che tale utilizzo è riservato a chiunque abbia seguito un corso di formazione specifica per tali unità (Vedi corso EFR PADI ).

 

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Decompressione

TEORIA DELLA DECOMPRESSIONE

Il concetto di decompressione o di limite di non decompressione viene utilizzato da ogni subacueo tecnico o ricreativo, anche se è assai raro che chi lo utilizza ne conosca le basi teoriche.

Computer e tabelle mascherano la teoria della decompressione dietro ad un'interfaccia semplice e alla portata di tutti che ne permette l'utilizzo anche a chi (come nella maggior parte dei casi) non ha neppure la minima conoscenza di quali siano le regole che portano alle restrizione imposte da questi strumenti.

Lo scopo di questo articolo vuole essere quello di dare un'infarinatura generale della teoria decompressiva e di fornire a chi è interessato degli spunti da cui partire per approfondire l'argomento.

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Pianificazione dell' immersione

PIANIFICAZIONE DELL' IMMERSIONE

Una delle prime problematiche che si incontrano nel mondo della subacquea tecnica è quella della pianificazione dell'immersione, tema che dovrebbe essere conosciuto anche da quei subacquei ricreativi che possiamo definire "Avanzati" che si immergono al di fuori della curva di sicurezza.

La principale differenza tra un'immersione ricreativa ed una tecnica è la necessità di rispettare un rigido profilo decompressivo prima di poter riemergere, necessità che non si ha se ci si immerge in curva di sicurezza. L'obbligo di rispettare un piano decompressivo, costringe il subacqueo a garantirsi a priori una scorta di gas sufficiente per poter rimanere in acqua per il tempo necessario a terminare tutte le tappe decompressive imposte.

Scopo di questo articolo vuole essere quello di chiarire alcuni concetti sulla pianficazione dei consumi con cui purtroppo non tutti i subacquei hanno padronanza e di dare degli strumenti ai subacquei ricreativi per migliorare la sicurezza delle immersioni e per chiunque ne sia interessato, cominciare ad affrontare le immersioni con una mentalità più tecnica.

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Immersioni e produzione di CO2

Immersioni e produzione di CO2

Liberamente ispirato alla presentazione del Dr. Simon Mitchell (Eurotek 2008)

Il tema della produzione/ritenzione di CO2 durante le immersioni è un tema che interessa sia i subacquei in circuito aperto che quelli in circuito chiuso. In Italia si "chiacchera" molto sull'argomento, però purtroppo si trovano gran poche argomentazioni scientifiche a riguardo. Il Dr. Simon Mitchell, che ho avuto il piacere di conoscere all' Eurotek di quest'anno, ha tenuto una lezione molto interessante sulle dinamiche di produzione e smaltimento della CO2 durante le attività subacquee, in relazione all'incidente di Dave Shaw.

 

Poichè la documentazione fotografica relativa all'inciedente non è di dominio pubblico, e visto che l'incidente non è fondamentale per spiegare le dinamiche della CO2, in accordo con il Dr. Mitchell, vi propongo una rivisitazione della presentazione a cui ho avuto il piacere di assistere, utilizzando parte del materialedidattico che mi è stato gentilmente fornito.

 

Prima di inziare ci tengo a premettere che non sono un medico e pertanto alcuni termini usati nella traduzione potrebbero non essere i più appropriati... portate pazienza. Per chi fosse interessato Qui trovate il link alla documentazione medica integrale sull'inciedente di Dave Shaw.

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Immersioni a pO2 costante

Una delle principali differenze tra le immersioni in circuito aperto (OC) e quelle in circuito chiuso (CC) dal punto di vista metabolico/decompressivo sta nel fatto che nelle prime si respira un gas a frazione costante mentre nelle seconde a pressione parziale di ossigeno costante (pO2).

 

 

L'ossigeno ha un ruolo neutrale dal punto di vista decompressivo, in quanto essendo un gas quasi completamente metebolizzato dall'organismo, non è necessario preoccuparsi del suo smaltimento (vedi articolo sulla Decompressione). Basandoci su questo principio risulta evidende che per ridurre al minimo gli obblighi decompressivi è necessario tenere la pO2 quanto più alta possibile, per tenere basse le pressioni parziali di Azoto (pN) ed eventualmente di Elio (pHe) nel caso di immersioni in Trimix.

 

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